CIRCOLARE CAMPO DI GRUPPO – SALE DELLE LANGHE 2018

Campo reparto Sale delle Langhe 2018
Nelle notti più limpide, quando i venti dell’Etherium soffiavano placidi, le grandi navi mercantili con i loro carichi di cristalli solari arturiani, si sentivano sicure e protette. Non sospettavano neanche lontanamente di essere inseguite dai.. pirati. Il più temuto di questi era il famigerato capitano Nathaniel Flint. Come uno zaffo volante candaliano che ghermisce la preda, Flint, con la sua ciurma di rinnegati, piombava sbucando dal nulla. E poi, dopo aver razziato il suo bottino, svaniva, senza lasciare traccia. Il tesoro segreto di Flint non è mai stato trovato, ma molti sono convinti che sia ancora nascosto da qualche parte ai confini più remoti della galassia. Una quantità di ricchezze al di là di ogni immaginazione; il bottino dei mille mondi. Il pianeta del tesoro. E così toccherà a te intraprendere l’avventura alla ricerca del tesoro perduto, dovrai affrontare tempeste, ammutinamento e molti altri pericoli, ma non temere hai la stoffa per compiere grandi imprese, ma devi prendere in mano il timone, tracciare la tua rotta! E devi seguirla, anche in caso di burrasca! E quando verrà il momento potrai mettere alla prova la qualità delle tue vele e mostrare di che pasta sei fatto..
Ritrovo per caricare il camion: il 31/07/2018 ore 18:00 in sede con tutto il materiale di sq. già pronto
Partenza:
per il Con.Ca. e quarto anno: l’1/08 ore 7:55 a Porta Nuova
per il reparto: il 3/08 ore 7:45 a Porta Nuova
Ritorno:
Ci vedremo tutti il 12/08 ore 10:30 per festeggiare insieme a tutto il gruppo il TRENTENNALE (Sale delle Langhe rifugio San Giacu, frazione Arbi)
Quota:
140 euro, con acconto di 70 euro da consegnare all’uscita di fine anno (9-10/06)
COSA PORTARE:
 Pranzo al sacco per il primo giorno  Partenza in uniforme completa  camicia e maglietta scout  maglione blu  pantaloni corti blu  calzettoni  fazzolettone  SCARPONCINI  K-way  Sacco notte  Sacco a pelo leggero (N.B. saremo a 700m di quota)  Pigiama  Stuoino / Materassino  Vestiario (moltiplicare il tutto per i giorni in cui staremo)
 Magliette di cotone  Pantaloncini da campo corti  Paio di scarpe da ginnastica  Sandali  Mutande  Calze e calzettoni  Costume da bagno e ciabatte per la doccia  Cappello da sole e occhiali da sole  Felpa  Giacca leggera  Sacco toilette  Sapone di marsiglia o sapone biodegradabile  Spazzolino  Dentifricio biodegradabile  Pettine o spazzola  Shampoo e bagnoschiuma biodegradabile  Un asciugamano medio-piccolo e un asciugamano grande (telo mare)  Deodorante  Burro di cacao  Crema solare  Antizanzare  Di squadriglia  Gavette  Bicchieri  Posate  Canovacci  Tupperware di squadriglia  Condimenti (olio, sale, aceto, zucchero)  Spezie  Materiale cassone (es. pentole, cassetta, accetta,…)  Detersivo per lavare i piatti biodegradabile (biologico non significa biodegradabile)  Spugne  Mattarelli IMPORTANTISSIMO  Cose personali  Quaderno di caccia e penna ogni ragazzo deve avere il suo tassativamente  Borraccia (sempre piena!)  Coltellino  Per i capi sq. portare i fogli del sentiero  Vestito dell’ambientazione (organizzarsi di sq.)  Torcia e pile di ricambio  Fazzoletti  Sacco per la biancheria sporca  Zainetto  Materiale vario per completare la specialità  Chi sa suonare uno strumento lo porti

 

IMPORTANTISSIMO DA PORTARE COMPILATO ALLA PARTENZA IL MODULO DI AUTORIZZAZIONE CHE VI E’ STATO MANDATO PER MAIL E CONSEGNATO A MANO

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Finalmente Rafting!

Uscita 19/20 Maggio –  Realizzazione dell’impresa

Il week end del 19-20 maggio il reparto ha concluso la sua impresa recandosi a fare rafting a Demonte. Per alcuni un’esperienza nuova, per altri no, il rafting é stato in grado di unirci ancora di più, farci giocare, scherzare e farci fare un bel bagno gelato! Il rafting ci ha impegnato la domenica mattina, abbiamo percorso 8 km lungo il fiume stura, affrontando faticose pagaiate, parti più movimentate ricche di divertimento, ma anche momenti più tranquilli dove ci si poteva godere il paesaggio! Siamo stati accompagnati da delle guide esperte che ci hanno aiutato a goderci ancora di più la traversata! L’uscita anche se incentrata sul rafting, non é stata solo questo, ma é stata arricchita anche dalla fiesta (di regola dopo le fatiche dell’impresa), dalla profonda catechesi propostatici dalle Pantere sul rispetto e dai momenti di gioco.

 

 

Uscita Capi e Vice capi squadriglia

21/22 aprile – Un momento per voi

Nel weekend del 21-22 Aprile i nostri capi e i nostri vice capi squadriglia si sono trovati a Revigliasco per un weekend interamente dedicato a loro.

E’ stato chiesto loro di preparare dei travestimenti ispirati alle coppie storiche dal cinema a quelle che hanno fatto la storia. Il risultato è stato fenomenale. Nella notte si è tenuta la grande serata delle coppie e sul red carpet di Revigliasco hanno sfilato per noi: Stanlio e Olio, i Blues Brothers, Minnie e Topolino, Holly e Benji, Bud Spencer e Terence Hill, Harry Potter e Lord Voldermort,  Mike Wasowski e James Sullivan direttamente dal mondo di Monster & Co.  Il clima durante la serata è stato di pura allegria, gioia e condivisone.

La domenica mattina abbiamo messo alla prova le nostre coppie testando la loro forza fisica, le loro capacità manuali, il livello di cultura generale e la conoscenza reciproca di loro stessi. Dopo i nostri intrepidi ragazzi sono partiti per una camminata fino al parco della Maddalena perchè si sà, fare strada assieme condividendone  la fatica ,con il peso dello zaino sulle spalle,  aiuta a a stringere il legame!

 

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21 MARZO

21 Marzo

Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’iniziativa nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.
Dal 1996, ogni anno, una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Il 21 marzo in tanti luoghi del nostro Paese per un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, non dimenticando le vittime delle stragi, del terrorismo e del dovere.

Il 1° marzo 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata  la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.

http://vivi.libera.it/it-21marzo 

Così  esordisce la più grande associazione nazionale di lotta contro le mafie  sul suo sito internet a pochi giorni da quel giorno così importante per tutti noi. E’ Libera , associazione fondata da Don Luigi Ciotti , associazione alla quale noi scout aderiamo fermamente ponendoci contro la criminalità organizzata e a favore della giustizia sociale e della verità.

Non riuscendo a partecipare alla marcia annuale organizzata da Libera (quest’anno quella in Piemonte si svolgerà a Saluzzo)  invitiamo tutto il reparto e le rispettive famiglie a partecipare con noi per ricordare le novecento vittime innocenti e ancora una volta dire no alla mafia.   Vi invitiamo quindi domenica 25 alle ore 15.00  ad esserci al corteo organizzato dal patrocinio di otto comuni limitrofi .

Se interessati a partecipare vi invitiamo a contattare i capi reparto.

Ovviamente parteciperemo indossando la nostra uniforme.

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Specialità di Olympia

Quest’anno la nostra squadriglia ha deciso di provare a prendere una specialità di squadriglia invece di svolgere solamente l’impresa. La specialità di squadriglia, nel nostro caso la specialità di Olympia, consiste nello svolgere due imprese, decise dai membri della squadriglia, e una missione, assegnata dai capi reparto

Inizialmente  ci siamo trovati per provare a buttare giù qualche idea su quale sport fosse  più adatto durante i mesi di ottobre o novembre, durante i quali le temperature non consentono di svolgerne uno qualsiasi. In questo modo abbiamo deciso di svolgere una biciclettata ad Airasca e successivamente andare su una pista di pattinaggio a Torino. Inoltre ci siamo informati se fosse possibile andare due giorni al Lago di Avigliana a fare canoa per migliorare il clima di squadriglia e provare a conoscerci meglio. Ma quando abbiamo scoperto che ciò non era possibile allora abbiamo deciso di spostare questa parte di impresa quando faremo la seconda, ad aprile, in cui il clima sarà più adatto per svolgere canoa.

La settimana dopo abbiamo organizzato tutto il necessario per andare e portare le bici fino ad Airasca. Inizialmente abbiamo deciso di portare le biciclette in treno, poi però abbiamo scoperto dal sito internet della gtt che non era possibile perciò abbiamo organizzato un piano b che consisteva nel portare le bici su due macchine dei nostri genitori che dopo averci scaricato ad Airasca ci sarebbero venuti a prendere più o meno 5 ore dopo. Ad Airasca, dopo aver scaricato le bici dalle macchine, ci siamo subito muniti di cartina per riuscire a raggiungere la stazione, luogo che avevamo preso come punto di riferimento per arrivare all’inizio della ciclabile. La ciclabile di Airasca è lunga circa 15 chilometri e passa per diverse piccole cittadine come Scalenghe, Cercenasco e Vigone, fino ad arrivare alla nostra destinazione, Villafranca. Dopo un’ora e mezza di bici siamo arrivati a Villafranca in cui, dopo aver trovato un posto caino per mangiare, ci siamo riposati. Dopodiché abbiamo fatto un piccolo giro per la cittadina e successivamente siamo ripartiti per ritornare ad Airasca dove i nostri genitori ci aspettavano.

Quando abbiamo organizzato la biciclettata abbiamo anche deciso il luogo in saremo andati a patinare. Dopo alcuni minuti di ricerca abbiamo trovato una piccola pista di pattinaggio a Torino, in piazza solferino. Questa volta, invece,  abbiamo deciso di andarci in treno in modo da acquisire maggiore indipendenza.  Sulla pista da pattinaggio ci siamo molto divertiti, il tempo è passato velocissimo,  e anche dopo le ripetute cadute non ci siamo mai arresi. Quando ormai il nostro tempo era scaduto abbiamo restituito i pattini e ci siamo diretti alla stazione, per prendere il treno che ci avrebbe riportato a casa, dove ci aspettavano delle buonissime lasagne!! wowowow

PANTERE, ANCHE NEL BUIO SENZA PAURA!

SPECILITÀ INTERNAZIONALE DI SQUADRIGLIA:

Noi Pantere quest’anno abbiamo deciso di imbatterci in una nuova favolosa esperienza alla scoperta di un mondo che non conoscevamo ancora, in un’avventura che ci ha coinvolto, rendendoci parte di qualcosa di più di un’impresa. Conoscendo persone nuove, ma soprattuto vedendo tutto da una prospettiva diversa ognuna di noi ha saputo distinguere ciò che conta veramente, ciò che rende speciale tutti noi, ogni uomo e ogni bambino sulla faccia della terra. Abbiamo capito che con solo pochi attimi si può fare del bene, una piccola azione può migliorare una giornata o addirittura trasformare magicamente un bambino in un amico da cui è difficile separarsi. Anche se diversi esteriormente, dentro siamo tutti uguali. Ognuno di noi prova dei sentimenti, delle emozioni, prova quindi paura, ma vorrebbe provare gioia, come noi tutti hanno il diritto di sentirsi protetti e a casa. Forse noi possiamo essere la casa di qualcuno. Forse anche solo il nostro “urlo” ci suggerisce qualcosa, la paura può essere sconfitta, lo sconforto può essere abbattuto SEMPRE. Ecco, crediamo che sia proprio questo il messaggio che ci ha lasciato questa esperienza, ciò che vorremo urlare a tutti quelli che non hanno ancora capito. Per questo noi Pantere abbiamo deciso di camminare sul sentiero dell’Impresa Internazionale. Iniziando con poco, quasi come un gioco, alla fine non si smette più di camminare su questa strada che ormai la nostra squadriglia ha già imboccato da mesi. Una volta imparato, non si cambia più modo di pensare o di fare, una buona azione non solo può far star bene qualcun’altro, ma anche te stesso.


La nostra impresa ha previsto principalmente tre parti:

  • Animazione ad un gruppo di bambini stranieri in una casa famiglia.
  • Intervista ai Moncalieresi sul problema degli immigrati.
  • Intervista a dei ragazzi stranieri, specialmente nostri amici, conoscenti o compagni di scuola

ANIMAZIONE AI BAMBINI:

  • Il nostro obiettivo per questa impresa puntava molto in alto, ma noi siamo riuscite a portarlo a termine perfettamente. Infatti per andare in una casa famiglia bisogna avere moltissimi permessi, ed essere consapevoli che si doveva avere a che fare con dei bambini con dei problemi familiari o economici non da poco. Il minimo errore poteva scatenare il panico. Fortunatamente tramite alcune conoscenze del nostro capo squadriglia (che frequentando un istituto dei padri gesuiti è riuscita a contattare il luogo adatto), siamo riuscite a parlare con un’assistente sociale che ci ha incontrate per conoscerci e fornirci una descrizione dei bambini che avremmo incontrato pochi giorni dopo. Abbiamo fissato insieme due date, in cui noi saremmo dovute andare, e le abbiamo presentato le attività che avevamo deciso di proporre ai bambini:
  • Vittoria ha portato gli scooby-doo e le cannucce colorate, insieme ai bambini abbiamo realizzato dei magnifici braccialetti ricordo.
  • Matilde ha portato la macchina dei pop-corn e con tutti abbiamo preparato una divertente merenda, che ha emozionato specialmente i più piccini.
  • Alice ha portato il pallone con cui abbiamo giocato a “bomba”, un divertente gioco scout.
  • Mery si è preoccupata di procurarsi la polvere di gesso che mischiata con l’acqua avrebbe formato un impasto con cui ci siamo divertiti a stampare le impronte delle manine dei bimbi. Successivamente con le tempere abbiamo colorato quest’ultime, dando un tocco di colore alla giornata.
  • Irene invece per indisponibilità ha partecipato solo quando, prima di andare alla casa famiglia, ci siamo incontrate per stabilire lo svolgimento della giornata, nonostante tutto ha dato il suo essenziale contributo.
  • Tutte insieme ci siamo preoccupate di incartare dei piccoli regali che abbiamo portato alle giornate con i bambini, al termine di ogni attività proposta veniva consegnato come premio un pensierino, mantenendo l’atmosfera natalizia (dalla macchinina al braccialetto, da spider-man ad un dolce orsacchiotto)
  • Inoltre tutte insieme abbiamo portato bibite e torte, caramelle e panettoni che abbiamo mangiato per merenda con i nostri nuovi amici.
  • Lo scopo degli incontri era anche di creare una sorta di libretto con i disegni dei bambini. Noi Pantere, pensando accuratamente a disegni da far loro creare (in modo da non poterli mettere in imbarazzo), li abbiamo guidati tramite un viaggio nella loro fantasia. Abbiamo fatto immaginare loro il lavoro che avrebbero voluto fare da grandi, il loro cibo preferito, un animale fantastico, o piuttosto il loro supereroe da loro più amato. Ogni disegno racchiudeva qualcosa di ogni personalità, ogni bambino ha espresso qualcosa di diverso di sè. C’è stato chi, che, usando matite ha disegnato un hamburger enorme, o invece altri che essendo più piccini hanno preferito dare sfogo alla loro fantasia con un miscuglio di colori a tempera.

Con i bambini si è creato un feeling unico, dalla tensione di partenza si è quasi creato un legame di amicizia in poche ore. Ci chiedevano se saremmo venuti tutti i martedì a trovarli e a organizzare giochi per loro, ma purtroppo è stato molto difficile ammettere che nessuna di noi era in grado di prendersi un impegno del genere. Mentre salutare è stata la cosa peggiore, intanto ognuna di noi era consapevole di aver fatto del bene, anche solo per qualche ora noi abbiamo creato FELICITÀ, lasciando da parte sconforto e preoccupazioni, dando spazio a gioia e allegria! Ed è per questo che è stata la parte più toccante e emozionante dell’impresa.

INTERVISTA AI MONCALIERESI:

  •  La seconda parte dell’impresa ha previsto che noi tutte andassimo nel comune di Moncalieri per girare tra le vie della città chiedendo a qualsiasi persona di rispondere al nostro rapido questionario. C’erano persone ben disposte che non hanno avuto nessun problema a rispondere alle nostre domande, altre invece si sono limitate a dire “che non avevano tempo” ma noi non ci siamo tirate indietro. Abbiamo incontrato moltissime persone socievoli, che ci hanno illustrato il loro punto di vista, le loro idee, non hanno avuto paura di sostenere ciò che pensavano! Ovviamente ci sono state risposte di ogni tipo. Alcune persone addirittura pensavamo l’una l’opposto dell’altra, ma entrambe erano disposte a giustificare con motivi più che ragionevoli il proprio modo di pensare. Abbiamo avuto l’occasione di capire in linea generale quale è stata l’opinione più sostenuta e i principali motivi delle reazioni di ogni singolo.
  • Così ci siamo riunite di squadriglia per decidere le domande che avremmo dovuto porre alle persone che avremmo incontrato per le strade di Moncalieri.
  • Le domande che noi abbiamo deciso di porre ai cittadini moncalieresi sono state:                                                                                                                                – Si sente più oppresso o più disponibile al problema degli immigrati,               Se si sente più oppresso qual è il problema?                                                         Se si sente disponibile, paradossalmente sarebbe pronto ad accogliere un immigrato in casa sua?                                                                                         -Secondo lei cosa potrebbe fare lo Stato italiano per migliorare questa situazione che oggigiorno ci riguarda da vicino?                                                  -Ci può definire sotto il suo punto di vista la parola immigrato?                            -Secondo lei esistono degli stereotipi sugli immigrati? Molti italiani che stereotipo hanno per quanto riguarda i rifugiati? Secondo lei ha senso generalizzare?
  • Le principali risposte sono state:                                                                              -Non mi sento oppresso per  quanto riguarda il problema degli immigrati, anzi da cittadino mi sento molto disponibile e comprensivo, ma nel privato non sarei capace di accogliere un immigrato in casa.                                          -Non mi sento assolutamente oppresso da questo problema, mi sento molto disponibile e sarei disposto ad accogliere un immigrato in casa, però in base a certi criteri (sesso, età, se è una persona che ha voglia di lavorare oppure uno studente).                                                                                                                                       -Mi sento molto oppresso da questo problema, l’Italia non è in grado di gestire una cosa del genere, inoltre non dico che la criminalità riguardi il 100% di ognuno di loro, ma la criminalità italiana basta e avanza, non abbiamo bisogno di problemi in più, con le persone ignoranti che oggi ci ritroviamo a capo della politica; già loro creano problemi in più che non dovrebbero neanche essere presi in considerazione in uno stato sviluppato come il nostro!                                                                                                                 -Una delle più attuabili soluzioni per risolvere il problema dell’odierna Italia potrebbe essere “regolare la quantità!”                                                          -Una delle possibili soluzioni potrebbe essere dare lavoro ai rifugiati, ma allo stesso tempo assicurarsi di non sottrarlo agli italiani.                                     -Per me la definizione di immigrato è: “Una persona che lascia il proprio paese per ragioni di sicurezza, economiche, sanitarie, climatiche…”.                -Secondo me esistono degli stereotipi sugli immigrati, ma la cosa peggiore è che sono soprattutto negativi come: diversità del colore della pelle, criminalità, povertà. Non è giusto generalizzare ognuno ha il diritto di dimostrare chi è e di decidere da solo chi essere, non è a carico degli altri decidere ciò che una persona deve essere.                                                             -I principali stereotipi sono: la xenofobia che quasi sta diventando una moda nella società di oggi. La gente ha paura, ma non sa neanche perché!

Dopo aver fatto questa intervista abbiamo capito che in generale la società di Moncalieri non sembra rientrare nella categoria di persone che ritiene il problema degli immigrati opprimente.

INTERVISTA AI RAGAZZI STRANIERI:

  • La terza e ultima parte della nostra impresa ha previsto che ognuna di noi si impegnasse a trovare amici, conoscenti, compagni di scuola disposti a rispondere ad alcune delle nostre domande. Come per la seconda parte ci siamo incontrate per stabilire cosa vorremmo dovuto domandare ai ragazzi con cui saremmo andati a parlare. In questo modo ognuno di loro ha potuto esprimere liberamente i suoi sentimenti e le sensazioni che l’Italia gli trasmette giorno dopo giorno. Protezione o insicurezza, o solamente una cosa necessaria?                                                                               

  • Le domande, che noi abbiamo deciso di proporre ai preferiti ragazzi che hanno accettato di rispondere al nostro piccolo questionario, sono state:                   -Ti senti parte di questo paese?                                                                                      -Qual è la cosa che ti piace di più dell’Italia? È quella che ti piace di meno?     -Ti senti a casa più qui o nel tuo paese?                                                                       – Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando pensi al tuo paese?           -Hai dei familiari nel tuo paese?                                                                                        -Vuoi tornare del tuo paese prima o poi?                                                                                                                                                                  -Che emozioni stai provando in questo momento?                                    —

  • Abbiamo pensato di riportare solamente le risposte di un solo questionario di un ragazzo di 14 anni senegalese, per una questione di numero.                                                    -Si mi sento perfettamente parte di questo paese, anche se ho la pelle nera sono nato in Italia e mi sento perfettamente cittadino italiano. Anche se alcune volte devo affrontare pregiudizi o insulti ho imparato con il tempo a credere sempre di più in me, perché solo io posso decidere chi essere.       -Sinceramente la cosa che mi piace di più dell’Italia e la cultura e il patrimonio artistico che abbiamo                                                                                                              -Non saprei dire cosa mi piace di meno dell’Italia, i miei genitori parlano di politica, ma io non sono ancora in grado con le mie competenze di dare una risposta ragionevole.                                                                                                    -Io vengo dal Senegal, o meglio i miei genitori sono nati lá, quando penso al mio paese di provenienza immagino un bel piatto di “thiere” una sorta di cous cous buonissimo!                                                                                                       -Nel mio paese c’è ancora un mio zio lontano, ma fortunatamente oggi i miei nonni e miei zii sono residenti in Francia.                                                         -Non sono mai stato in Senegal, credo che un giorno riuscirò ad andare, a volte immagino una terra paradisiaca, le onde del mare che risuonano nelle          orecchie…                                                                                                                            -In questo momento sto provando una strana sensazione, non è imbarazzo, ma forse più una senso di spensieratezza, mi piace ricordare i racconti dei mie genitori, immaginare di essere laggiù. Forse mi sarei trovato meglio, ma di sicuro non sarei come sono ora, meglio o peggio? Chi lo sa….    

Anche quest’ultima esperienza è stata molto importante, ascoltando una persona si possono capire e comprendere cose normalmente invisibili. Bisogna saper ascoltare! Alla fine abbiamo realizzato un cartellone con tutte le interviste, sia quelle dei moncalieresi, sia quelle dei ragazzi, in modo da presentare al reparto che che abbiamo fatto.

Divertendoci abbiamo imparato molto in poco tempo, perché è il cammino che conta veramente, ciò che apprendi mentre stai con gli amici, la tua sq….il traguardo è solo un prova materiale di ciò che si è fatto, ma ciò che ci ha insegnanto questa nuova esperienza è dentro di noi ed è più reale di quanto si possa pensare!

 

 

LE PANTERE

Matilde ,Irene, Alice, Vittoria, Mery

 

impresa aquile

La nostra impresa era quella di andare in un posto, fare una lunga camminata, chiedere ospitalità a una chiesa o a un luogo che ci poteva tenere e fare una cena cucinata da noi. Appena svegliati volevamo fare una ferrata e poi saremmo tornati con il treno nelle nostre case. Solo che l’impresa ha avuto un piccolo problema.

All’inizio abbiamo deciso che la ferrata sarebbe stata molto faticosa e poco fattibile e quindi decidemmo di non farla ma di fare una lunga ma lunga camminata nei boschi e ci faremo dare una mano dal cai ( club alpino italiano ) così avremo anche preso magari la specialità di alpinista di squadriglia. Trovammo un posto è tutto solo che alla fine abbiamo solo deciso di fare una camminata perché per quel mese dell’anno non era molto possibile fare quell’impresa quindi qualche giorno prima tutti gasati per la camminata ci venne detto che non fosse stata più possibile farla e per questo motivo l’impresa fallì. La squ delle aquile

CALENDARIO ATTIVITA’ MARZO-GIUGNO

MARZO
3 marzo: attività
10 marzo: attività
17 marzo: libera
24 marzo: attività
29/30/31 marzo : campetto di Pasqua

APRILE
7 aprile : libera
14 aprile: attività
21/22 aprile: attività + uscita per capi e vice
28 aprile: libera

MAGGIO
5/6 maggio : uscita
12 maggio: libera
19 maggio: attività
26 maggio: attività

GIUGNO
2 giugno : libera
9/10: uscita di fine anno

IMPRESA DI SQUADRIGLIA 2017-2018

Un nuovo traguardo, una nuova meta, un nuovo obiettivo

NOI, LINCI, CI RITROVIAMO DI FRONTE UN NUOVO TRAGUARDO DA RAGGIUNGERE E, VI CONFERMIAMO, CHE CE LA METTEREMO TUTTA PER REALIZZARE I NOSTRI INTENTI!

Eccoci qua, un nuovo anno, una nuova squadriglia, nuove imprese e missioni.

Quest’anno la scelta dell’Impresa di Squadriglia ci ha messo alla prova. Ma dopo diverse riflessioni e continui ripensamenti, siamo giunte, tutte insieme, ad una conclusione. Abbiamo deciso di affrontare una prova più ardua delle precedenti. Quest’anno ci siamo poste come obiettivo di prendere la specialità di squadriglia di Alpinismo che ci verrà consegnata dopo il conseguimento di due imprese ed una missione. Lo scopo della nostra prima impresa era quello di conoscere meglio l’ambiente montano che ci circonda e quello di imparare a comprendere l’uso degli attrezzi più usati soprattutto nel contesto invernale. In seguito all’ideazione ed in seguito ad un grande autofinanziamento, durante la progettazione, quindi abbiamo deciso di compiere un’uscita di due giorni in una località di montagna ed una camminata con le ciaspole (racchette da neve). Essendoci stato tempo tra la progettazione e la data prefissata per l’uscita, abbiamo dovuto pensare ad un’attività che ci potesse introdurre l’argomento della specialità. Abbiamo così deciso di affrontare una camminata sulla collina di Revigliasco, la collina dove diamo luogo alle nostre attività di reparto. Siamo partite dopo pranzo da Strada Revigliasco e ci siamo dirette verso la cima del Colle della Maddalena. In seguito al termine della camminata abbiamo raggiunto la nostra branca alla messa del nostro parroco. Questa camminata, che può essere data per scontata, ci ha permesso di conoscerci meglio a vicenda e ha permesso, soprattutto alle nuove ragazze all’interno della squadriglia, di conoscere ed imparare ad usare una carta geografica. Sapersi orientare con una semplice cartina è una delle basi fondamentali che un alpinista  deve saper fare. Ovviamente la parte più rilevante della prima impresa è stata quella a proposito dell’uscita di due giorni. In particolare per trovare un luogo dove dormire la notte ci siamo dovute dare da fare. Inizialmente avevamo programmato di andare in un bivacco per la GTA a Balsiglia (Massello, TO) per riuscire a vivere l’esperienza con uno spirito molto avventuriero e coraggioso. Purtroppo ci siamo rese conto che il clima non aiutava la nostra decisione. Il freddo  ed una possibile valanga ci hanno obbligate a passare ad un piano B. Siamo riuscite subito a trovare una soluzione. La pro-zia della capo squadriglia ci ha permesso di alloggiare nella sua piccola casetta rustica a poco più di 20 minuti a piedi dal luogo precedentemente scelto. Abbiamo confermato la data in precedenza decisa: il ponte dell’Immacolata. Inoltre durante la progettazione abbiamo stabilito il programma delle due giornate. Abbiamo creato la mappa delle opportunità per approfittare della specialità di squadriglia per prendere delle specialità. 

  • Lucia: specialità di Fotografo
  • Cecilia: specialità di Cuciniere
  • Caterina: specialità di Astronomo e di Amico degli animali
  • Noemi: specialità di Alpinista

Infine abbiamo organizzato la camminata con le ciaspole ed il percorso da intraprendere con esse.

Siamo partite! Ma non dimentichiamo un punto importante: abbiamo pensato che facendo l’uscita in una valle conosciuta per le lotte dei valdesi bisognasse conoscere meglio anche questo aspetto della valle. Così tramite la zia della capo squadriglia siamo riuscite ad organizzare un incontro con due valdesi: Edda e Gian Carlo. L’incontro è stato molto interessante e curioso e ne diamo uscite con il giornale della valle, un giornalino ed un dvd sulla storia dei valdesi nella valle. È stata un’esperienza nuova e stimolante. In seguito a questo speciale incontro ci siamo dirette a piedi fino alla “nostra” casetta approfittando delle competenza acquisite nella camminata per usare al meglio la carta geografica. Arrivate alla nostra meta ci siamo sistemate e abbiamo acceso la stufetta; dopodiché siamo andate a fare una camminata verso Balsiglia. Ci siamo divertite tantissimo e abbiamo approfittato dell’enorme quantità di neve per fare una sfida a battaglia palle di neve. Tornate a casa circa due ore e mezza più tardi, quando era già buio, abbiamo preparato la cena insieme a Cecilia che per la sua specialità ci ha preparato un menù pensato tutto da lei. Successivamente alla cena squisita abbiamo preparato i letti ed insieme ad una calda tisana abbiamo svolto tutte le specialità: il memory preparato da Lucia per la sua specialità di fotografo e un’attività simile ad un quiz sulle costellazioni per la specialità di astronomo di Caterina. Il giorno seguente, dopo una faticosa nottata per svegliarsi per riempire la stufetta e dopo una colazione appagante, siamo uscite per imparare ad usare le ciaspole grazie alle spiegazioni di Noemi per la sua specialità di Alpinista. In seguito al corso ed ad un giro di prova ed in seguito ad una costruzione di un piccolo pupazzo di neve siamo rientrate per colpa dell’eccessivo freddo e abbiamo fatto pranzo. Poi abbiamo ripulito tutta la casetta e messo in ordine. Infine siamo ripartite per tornare ognuna nella propria casa. È stata un’esperienza che ci ha permesso di legare maggiormente ed è stata una fantastica introduzione a quest’impresa di squadriglia. Siete pronti per la prossima impresa? Aspettate ulteriori notizie allora!

Non vi deluderemo,

Le Linci.

 

IMG_5620.JPGIMG_5591.JPGIMG_5527♥♥♥

Giornalino Impresa Leoni

 

Un nuovo anno, un nuovo
inizio; ma sempre noi con il nostro perenne impegno e la nostra intraprendente voglia di fare, di scoprire. Senza un apparente motivo ci troviamo qui, a scrivere su un trafiletto di carta, con un disperato tentativo di raggiungere un sogno e di soddisfare le nostre ambizioni. Sarà per arroganza, sarà sicuramente azzardato, ma dopo appena un mese dalla creazione della nostra squadriglia, i Leoni, ci improvvisiamo giornalisti quasi per caso, per sbaglio. Perché sì, per noi quest’anno non è stato solo un simbolico nuovo inizio, dove un vecchio capo ha simbolicamente passato il guidone al successivo e simbolicamente la gerarchia è cambiata all’interno di quella comunità chiamata squadriglia, per noi è stata una nascita, inaspettata e allo stesso tempo ardentemente desiderata.
Senza nessun precedente recente su cui fare affidamento, con scarsa esperienza pratica, ma solamente con una volontà e un entusiasmo audace, lodabile, abbiamo aperto in modo molto poco simbolico e molto improvvisato questa nuova “comunità” che in realtà è solo parte di una più grande, quella del gruppo scout Revigliasco 1. E tra uno zoo di animali tra cui scegliere perché proprio Leoni? “Perché suonava bene e ci piaceva”. Assomiglierebbe a questa frase la nostra miserevole risposta, dietro alla quale purtroppo non ci sono esilaranti aneddoti o mitologiche vicende. Un gruppo, un nome, un urlo (che deve ancora essere ufficializzato), cosa manca? Niente di indispensabile. Così partiamo e non la prima attività, bensì la seconda,
2
senza accennare a un momento di ambientazione per riprendersi dallo stordimento, viene posto un quesito, una domanda: “Ragazzi, avete presente le imprese di squadriglia, no? Bene, oggi si comincia”. Così dopo essere appena usciti dallo shock iniziale, un altro tarlo ci penetra a noi tutti nella testa: “E adesso?”. La decisione è stata unanime, o quasi. Volevamo che il reparto e il gruppo ci riconoscessero come parte integrante della comunità, e in che modo presentarsi se non attraverso un giornalino? Così torniamo alla domanda iniziale: cosa ci fanno cinque ragazzi, adolescenti, a improvvisarsi giornalisti? Cercano di farsi conoscere, potrebbe essere la risposta più veritiera che si avvicina maggiormente alla realtà dei fatti. Provano a farsi spazio in una “società” già integrata e ampiamente sviluppata. Perlopiù è stata una pura coincidenza che questo anno,
2017/2018 combaciasse con un avvenimento unico e irripetibile: il trentennale del gruppo che in un qualche
modo rispecchia anch’esso un nuovo inizio, con uno sguardo al passato ma con gli occhi pienamente rivolti al futuro; ma di questo avrete modo di leggere nelle pagine che seguiranno. Non rimane altro che augurare una buona lettura e lasciarsi trasportare dai mistici racconti del passato agli ingegnosi cruciverba.
Sq. Leoni